lunedì 26 settembre 2016

Giornate piccanti

E' proprio vero, quando si ha tempo si finisce con il perdere tempo...e così è successo a me!

Sono prossima al trasferimento definitivo a Puerto de la Cruz e per quanto abbia avuto un sacco di tempo per gestirlo in modo consapevole ed organizzato non ho concluso niente.

Non ho ancora trovato casa nuova, nemmeno quella temporanea, ho piazzato un sol gatto, mi manca il preventivo per il trasporto internazionale e mi sono pure accorta che i miei documenti sono in scadenza.


Sveglia Fabi!!!!!! 
E sì che mi sembrava di essere così avanti, superinformata e particolarmente dinamica.

Qui mi ci vuole concentrazione ed energia, devo cambiar marcia, provo ad accelerare con un tot di peperoncino, anzi, con tonnellate di peperoncino, quest'anno ne ho colti tantissimi.

Ecco dove lo piazzo io, per riassumere direi che in questo periodo sia  presente in ogni mio piatto.




Moderatamente piccante per lo spiedo di ravioli di cernia fritti con lacca di peperoncini cayenna e semi di senape





Piccantezza controllata anche per i budini salati al sedano con salsa al peperone, paprika e cayenna






Spingiamo a mille con la prima zuppa calda di legumi, funghi, formaggio panato e habanero chocolate


Solo per gente allenata, quasi da campionato della piccantezza  i finti tamales con pollo, maiale, manzo, aglio, cipolla, formaggio ed abbondante olio all'habanero chocolate.




In purezza sono quasi inavvicinabili, anche se giusto ieri ho visto un'amica addentarne un pezzettino ed il di lei figlio confrontarsi con un intero Cayenna, vero Tata Nora?!!!:)))))


Ed ora vediamo se oltre a "sputar fuoco" riesco a trasformarmi in Beep Beep!!
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domenica 11 settembre 2016

Happy family:)))))

Sto smontando l'orto:((
Dal momento che le coltivazioni estive sono terminate e che non ci saremo per raccogliere i frutti dell'inverno, non abbiamo seminato nulla, anzi, ieri abbiamo sradicato quel che restava, pomodori compresi.

Io ci vado pazza, questi sono i mucha miel, cultivo tipico di Tenerife ed i piccoli sono micro pomodori selvatici cresciuti tra le fessure dei muretti a secco.
I più piccoli non arrivano neanche al centimetro.


Happy family:))





La consolazione è giunta però dalla meravigliosa "piantagione" di cactus con centinaia di spettacolari fichi d'india del mio vicino pugliese, ho attinto a piene mani, ovviamente con i guanti:))

E' nato un piatto freschissimo, assolutamente salutare e semplicissimo.

Carpaccio di fico d'india, more, bufala, habanero, menta e sgombro.

Lo sgombro è cotto passivamente, sfilettato, disposto sopra un setaccio a sua volta collocato sopra una ciotola ed irrorato con brodo di ali di razza o comunque un brodo di pesce bollente.
Il liquido si recupera e si ripete l'operazione un paio di volte, finchè la carne cambia colore e diventa opaca.

Unica difficolta', cercare di non piantarsi troppe spine, per il resto l'evoluzione della ricetta è già compresa nel titolo, bisogna solo assemblare e fare un po' di pratica con il coltello per fare un lavoretto di fino.


 
Domani voglio raccogliere le pale più piccole e tentare una ricetta messicana, i nopales, pare il sapore sia molto interessante.
A Tenerife ho assaggiato dellle frittate preparate proprio con le pale del cactus...tocca provare.

 
Se funziona faccio un fischio:))

domenica 4 settembre 2016

Cena in bianco Savona 2016......come sempre puntiamo sul mangiare

Io lo sapevo che il carrellino mi si sarebbe rotto nel mezzo della via, ma tu prova a trovare una vite, un bullone ed una rondella fra i sampietrini di Via Paleocapa!!!!!!

E niente, non ci ha fermato questo, nè i bicchieri rotti, nè il mio affezionato fuoco di Sant'Antonio, nè aver portato  via le chiavi di casa a mio marito che è rimasto fuori, nè la ciabatta rotta( mai più dai cinesi per risparmiare!).

Quindi ecco qualche scatto dalla nostra recentissima Unconventional dinner  savonese.

Ovviamente, abbiamo puntato tutto sul mangiare...e sul bere;))




Sia chiaro, non sono le borse ad aver ceduto od io ad essermi inciampata, è proprio il carrellino che si è diviso a metà!!!

Il cibo lo abbiamo salvato, ma ti pare???

Ed era un cibo fresco, leggero, profumatissimo. come le pizzette d'anguria marinata al miele, fichi, feta, semi di zucca e chia.



Sapori di Liguria per l'insalata di panissa, polpo, cipollotto, pomodori secchi e sedano.

Di questa non ce n'è mai abbastanza.




Light and crunchy per il misto bulgur, quinoa, mandorle, semi, melograno e menta. Ovviamente con un condimento piccantino ed agrodolce.




Ovviamente tutto si gusta meglio se non mancano le bolle, in attesa di stappare i rossi per non far sentir solo lo stufato!



E si gusta ancor meglio se la compagnia è ottima, se dai tavoli vicini giungono e si scambiano piccoli assaggi e soprattutto se si lascia un posticino per il "coup de théatre", le torte divine della divina socia e amica di sempre, Chiara.



Cocco, cioccolato bianco, meringa e marshmallow e la deliziosa angel cake alla liquirizia e violetta.

Di più non si può volere, se non un bis!



Finita la festa, i bagliori, le luci ed il candore del bianco, rimane il ricordo ed il profumo delle nostre coroncine.

E voi...siete mai stati ad una Cena in bianco??:))




venerdì 5 agosto 2016

Puntina e i peperoncini extra long

Fra tutti gli animali che ho incontrato in vita mia uno solo mi ha destabilizzata e continua a destabilizzarmi tuttora. Le falene.
Esseri imprevedibili.
Non le controlli.
Pensi vadano in una direzione ed all'improvviso te le ritrovi in faccia.
Sono pelose( pure io, ma non c'entra!), fanno un rumore assurdo tipo flap-flap.
Svolazzano senza traiettoria. La cosa non ha senso.
Le temo più delle cucarachas.

Però ieri sera le ho sfidate. Involontariamente, chiaro.
Alle due di notte sento un rumore non previsto, qualcuno rosicchiava i croccantini del gatto.
Era il riccio.
Vederlo è quasi impossibile.
E' super riservato, esce solo di notte, non si fa vedere, ma lascia sempre una cacchetta davanti alla porta, così ci dichiara la sua presenza e prenota la pappa per il giorno successivo.

Scendo di corsa ed al buio, non deve sentirmi nè vedermi.
Ruoto la chiave, punto la torcia  e vedo il riccio che mangia/gioca/oppurechecavolofa con una enorme falena.
Il riccio prima si blocca, poi fugge.
Pure la falena fugge....ma dove??
Sulla torcia, cioè su di me!!!!
Torcia a terra. Fabi a terra.
Non mi controllo, davanti alle falene non posso.

Risultato; bernoccolone dipinto in faccia, ma indagine riccio riuscitissima. 
Puntina sta alla grande, solo credo che voglia essere lasciato in pace...con la ciotola piena, ovvio!!!

Eccolo in tutta la sua bellezza, look agosto 2016, ciuffi molto sbarazzini di grande tendenza!






L'impresa mi è costata un botto, mi sono ripresa con un paio di cordiali ed un menù semplicissimo, ma super piccante dove i Cayenna hanno giocato il ruolo principale, seppure non unico.


Al mattino si vedono cose spaziali e le falene paiono evaporate. Magari!!!!

 


C'è voluto poco per confortarmi e dare la sveglia assoluta alle papille.
Un menù sempliciotto e contadino, melanzane esplosive, aglio, peperoncino, pecorino e basilico.
Naturalmente frittatona, sono un'appassionata del genere ed una ciotola piccola con gamberi succosi che hanno toccato il loro brodetto solo per pochi istanti.
 




Sto d'incanto.
Però stanotte tappi nelle orecchie, nessuna missione esplorativa, grappino e nanna!!!!!!!

lunedì 25 luglio 2016

Il dolce dei 6 minuti


Sempre evviva l'albicocca!!!!




Questo dolcetto è la salvezza quando bussano alla porta e voi state ronfando sul divano.
Questo dolcetto è la gioia dei golosi che non si annunciano, ma arrivano.
Questo dolcetto costa pochissimo.
Questo dolcetto è di una facilità imbarazzante.
Questo dolcetto è buono.

Se volete provare questo dolcetto vi serviranno per 4 pax:

1/2 kg di albicocche
200 g zucchero semolato
cannella in stecca
1 chiodo di garofano
fava tonka
150 ml di passito
3 uova medie
alloro fresco o rosmarino  o timo....quello che vi piace
burro qb

per il croccante:

zucchero semolato
limone
banana disidratata 40 g
pinoli  20 g 





 Quindi laviamo ed asciughiamo le albicocche, apriamole a metà e priviamole del nocciolo.
Poniamo in una pentola di medie dimensioni, uniamo il vino passito, 160 g di  zucchero, una grattata di cannella( abbondante), una grattata( modesta) di fava tronka ed idem con il chiodo di garofano.

Cuociamo dolcemente fino ad avere un composto sufficientemente denso, il che significa un composto che non coli, un composto che si incolli per bene al cucchiaio, tipo marmellata.
Occhio che non bruci sui bordi.

Attendiamo che la temperatura scenda per poter unire le uova, altrimenti le cuoceremmo, e passiamo tutto al minipimer alla massima velocità.

Setacciamo due volte  e preserviamo la composta che deve essere fine ed omogenea.


Ungere uno stampo, oppure quattro stampini in silicone e cospargere abbondantemente con il restante zucchero.

Colmare con la composta.
Sigillare con carta alluminio alimentare.
Disporre nel cestello della pentola a pressione oppure in vaporiera.
Unire all'acqua le foglie di alloro e timo, oppure il rosmarino.
Chiudere e portare al bollore.
Una volta raggiunto il bollore abbassare la fiamma e cuocere esattamente per 6 minuti.

Spegnere, sfiatare totalmente,  aprire e lasciar raffreddare direttamente nella pentola o nella vaporiera.



Sformare, cospargere molto generosamente con il croccante e poca cannella.

Per il  croccante:

tostare rapidamente pinoli e banana disidratata, caramellare lo zucchero, unire qualche goccia di succo di limone e la frutta tostata.

Versare su di un piano in marmo protetto ed unto.
Lasciar totalmente solidificare e quindi rompere o polverizzare a seconda dell'effetto voluto. 

P.S. Uno di questi giorni vi racconterò di mia figlia che a Tolga si è comprata una macchinetta color oro e sta attraversando tutta l'Australia con la sua nuova, anzi, decrepita, "Giadamobile"!!!!!

mercoledì 13 luglio 2016

Filetto di pollo farcito ai gamberi rosa

Un piatto leggero, fresco, semplice, dal sapore delicato ed agrumato.

Si può consumare caldo, tiepido oppure freddo, affettato molto più finemente, magari a macchina e servito come un'insalata.

Io l'ho proposto così, in versione più classica, come seconda portata.

Per una porzione serve:

1 filetto di pollo
6 gamberi rosa
2 nastri di carota
2 nastri di zucchina
2 fette di lardo piacentino
sale fino, pepe bianco, senape forte, olio evo, timo fresco
vino bianco secco
succo di arancia
succo di pompelmo rosa


Praticare in ogni filetto un'incisione laterale, ottenendo una tasca profonda.
Inserire i gamberi privati di testa, coda, carapace, filo intestinale e già conditi con sale e pepe.
Sovrapporre i nastri di carota e quelli di zucchina.
Riavvicinare per bene i lembi della tasca e sigillare fasciando con le fette di lardo piacentino.
Rosolare in un fondo d'olio con qualche rametto di timo.
Girare dal lato opposto e lasciar colorire molto bene. Salare.
Sfumare con il bicchiere di vino bianco secco, lasciar evaporare.
Unire mezzo bicchiere d'acqua, coprire e cuocere 10 minuti a fiamma media.
Lasciar riposare coperto.
Nel mentre preparare l'emulsione con il succo di pompelmo, il succo d'arancia, la senape forte, l'olio evo, sale, pepe ed il fondo di cottura filtrato.
Affettare il filetto farcito, servire irrorato con l'emulsione agli agrumi.




Ed ora qualche immagine dall'ultimo tour con Perla Raschini, io la definisco sempre come la titolare del "Banqueting dell'impossibile"!! Là dove gli altri non arrivano, lei si lancia. 
Montagne remote, spazi aperti ed impervi, cucina in alto mare, isolette che neanche sulle mappe!!

Poi però, capitano anche ville così










e palazzi così





e se non dovessimo continuare a  cucinare, cucinare, cucinare, moltiplicando le porzioni, accontentando le singole ed improvvise esigenze di ognuno, certamente staremmo con il naso all'insù, beate, fra affreschi, stucchi, marmi e dorature da perderci la testa!